COMETA SOTTOSCRIVE L’“ACCORDO APERTO DEL TERRITORIO LARIANO PER CONIUGARE FORMAZIONE E LAVORO”
Il 10 novembre abbiamo partecipato in prefettura a Como alla sottoscrizione dell’”Accordo Aperto del Territorio Lariano per coniugare formazione e lavoro”, nato dal desiderio di costruire e confermare collaborazioni stabili tra le istituzioni, le imprese e il mondo della formazione.
L’intesa è lo sviluppo di uno spunto di riflessione nato in occasione del convegno “Un lavoro per tutti”, organizzato da Cometa in collaborazione con Confindustria Como a febbraio di quest’anno al Teatro Sociale di Como e che ha avuto con la sottoscrizione dell’accordo di novembre la conferma di un dialogo costante e sempre crescente tra le scuole, le università, gli enti di formazione, le istituzioni e il sistema produttivo, nel desiderio di sostenere i giovani nell’inserimento lavorativo e di rispondere in modo efficace alle richieste delle imprese del territorio.
Come ha ribadito da Erasmo Figini – fondatore di Cometa – «sempre di più desideriamo condividere col mondo delle imprese il lavoro; un lavoro sinergico in cui – mentre la persona viene formata – non solo impara il lavoro, ma impara il senso del lavoro. Questa collaborazione tra la scuola e il mondo del lavoro aiuta l’io a strutturarsi».
Una collaborazione che porterà vantaggi non solo ai giovani ma anche al territorio, come confermato dal Prefetto Corrado Conforto Galli, in occasione della sottoscrizione dell’Accordo: «Il tema di avvicinare le generazioni alle competenze, attraverso una sempre più stretta integrazione tra il sistema formativo e quello delle imprese, è una delle possibili soluzioni per fronteggiare gli elementi di criticità che caratterizzano il contesto lavorativo lariano.”
Oltre a Cometa, alla firma erano presenti il Prefetto della Provincia di Como Corrado Conforto Galli, il Sindaco di Como Alessandro Rapinese e il Presidente della Provincia Fiorenzo Bongiasca, il Presidente di Confindustria Como Gianluca Brenna, insieme ai rappresentanti di Camera di Commercio di Como-Lecco, Università dell’Insubria di Como, Ufficio Scolastico Territoriale di Como, Confartigianato Como, C.N.A. Lombardia Nord Ovest, Confcommercio Como, CDO Como, Confcooperative Insubria, Confesercenti, ANCE Como, CGIL Como, CISL dei Laghi, UIL del Lario, CSV Insubria, Fondazione Provinciale della Comunità Comasca ONLUS, Fondazione G.B. Scalabrini, ENFAPI Como, ENAIP Lombardia, area Cantù e Como. (Essendo aperto, l’Accordo potrà includere in futuro anche altri enti e realtà locali interessati a inserirsi nelle iniziative a sostegno dei giovani e del loro talento, favorendo la loro crescita e permanenza nel territorio). Vedi unlavoroxtutti.it
“RIPENSARE LO STATO SOCIALE” – SPUNTI ED IDEE PER UNA COMUNITÀ CHE OFFRA A TUTTI PARI OPPORTUNITÀ DI FORMAZIONE E INSERIMENTO LAVORATIVO
Primo appuntamento dopo l’Accordo è stato il convegno dedicato a “Ripensare lo stato sociale” alla Camera di Commercio di Como, dove con l’occasione della presentazione del “Rapporto sulla sussidiarietà” sono stati ripresi i temi e il confronto su “Un lavoro per tutti”.
Promuovere un ecosistema territoriale virtuoso, in cui welfare, scuola e lavoro collaborino e si rafforzino reciprocamente, rispondendo al meglio ai bisogni delle persone si può. È questo l’ambizioso obiettivo del percorso di “Un lavoro x tutti”, l’accordo aperto del territorio lariano promosso dal Prefetto di Como Corrado Conforto Galli e dalle istituzioni per coniugare formazione e lavoro, al centro del convegno “Ripensare lo Stato sociale”, tenutosi martedì 25 novembre alla Camera di Commercio di Como.
L’incontro è stato aperto proprio dai saluti istituzionali del Prefetto, che ha parlato del nuovo progetto come un’iniziativa sfidante, volta a ripensare il modo di fare sviluppo. «Un territorio che forma è un territorio che cresce – ha dichiarato –. Per questo è importante creare un ecosistema che accompagni verso il mondo del lavoro. Questo è un percorso che crea coesione sociale, essenziale per lo sviluppo della comunità, attraverso un’alleanza tra istituzioni, imprese e terzo settore, con visione condivisa e unità d’intenti».
È seguito l’intervento del Ministro del Lavoro e degli Affari sociali dell’Armenia, Arsen Torosyan, in questi giorni in visita a Como e anche in Cometa, che ha fornito l’esempio di come in un piccolo Paese come il suo stia avvenendo un cambiamento sociale importante e come il lavoro sia visto come il principale mezzo di contrasto alla povertà. Ma tra gli interventi fatti, è emersa anche l’attenzione alla tutela dell’infanzia, a una longevità attiva e nell’accompagnamento delle persone con disabilità.
Un assist per parlare dello scenario italiano, ancora piuttosto ambivalente, come testimonia il Rapporto sulla Sussidiarietà, presentato dalla professoressa di Diritto Costituzionale all’università degli Studi di Milano, Lorenza Violini, e dal Presidente della Fondazione per la Sussidiarietà Giorgio Vittadini. È emerso come l’Italia ha uno dei sistemi di welfare più costosi, ma ancora molto disomogeneo, con un forte divario tra nord e sud, e con una mancanza strutturale di analisi dei bisogni, che produce un’offerta di servizi rigida e incapace di rispondere alle reali necessità. La via d’uscita, sempre secondo il rapporto, è un sistema che rimetta al centro la persona con un approccio che riconosca la complessità delle vite reali e delle comunità, integrando salute, lavoro, relazioni e formazione. «La soluzione non è la privatizzazione – ha sottolineato Vittadini – ma un sistema che integri privato e terzo settore. Ci vuole visione, non solo pragmatismo. Ripartiamo dalla presa in carico delle persone e dai loro bisogni».
Si è dunque entrati nel vivo del convegno, spostando il focus su come rispondere ai bisogni delle persone con disabilità, valorizzando le loro capacità, in modo che possano diventare una risorsa per le imprese e per la comunità e al contempo, dando a ciascun individuo le stesse opportunità di realizzarsi nel lavoro. Don Ivan Salvadori ha ricordato come già nel secolo scorso, Don Guanella sia riuscito nella bonifica del Pian di Spagna «grazie a quelli che lui chiamava ‘i buoni figli’ e che noi, oggi, chiamiamo ‘persone con disabilità’».
C’è però ancora molto da fare, soprattutto in una società in continuo cambiamento. Lo ha ribadito il Ministro per le disabilità Alessandra Locatelli nel suo intervento. «C’è bisogno di tutti – ha dichiarato – Stiamo lavorando per rimettere al centro la persona, con un nuovo modo di intendere la disabilità, che non è una condizione dell’individuo ma riguarda l’interazione negativa con l’ambiente. Non è più il tempo di assistere, ma di dare la possibilità a ciascuno di emergere per le proprie abilità, creando un matching tra la persona e l’impresa, in modo che le capacità dell’individuo possano incontrare la domanda dell’azienda. Serve, però, fare un salto di qualità sull’inserimento lavorativo, anche a livello culturale. Guardiamo alle potenzialità, non fermiamoci ai limiti».
Un messaggio ripreso anche da Francesco Pizzagalli, presidente della Fondazione provinciale della Comunità Comasca, che ha richiamato i principi fondazione: «Oggi occorrono tre cose: visione, per capire dove andare, condivisione delle problematiche, che hanno bisogno di trovare sinergie e, appunto, collaborazione. Spero che l’iniziativa di Un lavoro x tutti abbia questi elementi, ma anche e soprattutto il coraggio di andare avanti in un’epoca in cui si è sempre più indifferenti«.
Dell’applicazione concreta di tutti questi principi ha parlato Sergio Tamborini, ceo di Ratti, che è partito dai bisogni dei propri dipendenti. «Sono principalmente legati alla famiglia, non solo a bambini e persone con disabilità, ma anche e soprattutto ai genitori anziani. Cerchiamo di rispondere con azioni che sembrano banali, ma che danno una mano. Considerato che le persone passano un quarto della propria vita sul posto di lavoro, l’obiettivo è creare un sistema in cui possano stare il meglio possibile».
La conclusione è stata affidata al Presidente di Cometa Alessandro Mele, moderatore dell’incontro. Un modo per tirare le fila di tutti gli interventi del convegno che, proprio come l’accordo territoriale “Un lavoro per tutti”, hanno l’obiettivo di costruire una rete capace di trovare soluzioni per riaprire il dialogo tra formazione, lavoro e giovani.
